Prezzo Oro

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19-09-2017

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Riconoscere il tipo dell'oro che si possiede

Non serve fare un corso i gioielleria e di valutazione dei metalli per riconoscere l’oro da altri materiali meno pregiati. Ovviamente, l’oro è il metallo più pregiato e più utilizzato per fabbricare gioielli e oggettistica di lusso, anche nel corso dei secoli: lo usavano i nobili, cucendolo nelle stoffe e nei vestiti antichi, lo usavano per fabbricare bracciali e altri monili, veniva usato, non molto tempo fa, per creare delle protesi dentarie. L’oro ha proprietà uniche: è tenero, pesante e malleabile, anche se sembra paradossale. E’ un materiale che in natura possiede questo gradevole colore giallo brillante, che si mantiene inalterato nel tempo.

L’oro a 24 carati o inferiore (di solito 18) che si può trovare nei comuni gioielli è facilmente distinguibile da altri materiali, tramite un semplice ma efficace espediente da fare nell’intimità della propria casa. L’oro non è magnetico e, anche se il gioiello è costituito da una lega, gli altri metalli che saranno inevitabilmente presenti, non dovrebbero influire. Basta infatti passare il gioiello sopra a una comune calamita da frigorifero. Se non si attacca, è oro vero, se invece si attacca, si tratta di un falso.

Altro metodo facilissimo per capire l’autenticità dell’oro è di munirsi di una comune lente di ingrandimento, in modo da verificare che, oltre al titolo che corrisponde ai carati, compaia anche il timbro del costruttore del gioiello o del manifatturiere che ha fabbricato il lingotto, o i lingotti. Il timbro deve riportare, obbligatoriamente, dei numeri di serie e la sigla di una città. Di norma, l’oro falso riporta solo il titolo 750, perché l’apposito attrezzo per scolpire il numero di serie e la sigla di fabbricazione della città si ottiene solo se si è iscritti a un apposito Albo. Se non si è sicuri, ecco la prova dell’acquaragia. Facendo molta attenzione, versarne poche gocce su un angolo nascosto del gioiello: il liquido contiene un corrosivo a base di acido nitrico. Questo acido intacca qualsiasi metallo, tranne l’oro, quindi , se il gioiello è falso, verrà rovinato.

Ancora non si è sicuri del materiale? Per avere la certezza assoluta della reale identificazione del metallo e della sua purezza, si potrebbe tentare un esperimento chiamato pietra del paragone. In pratica, la pietra in questione è una specie di mattonella in ceramica non vetrificata, reperibile online o nei negozi specializzati in gioielleria. Non si dovrà fare altro che sfregare il gioiello su un lato della piastrella, finché non appare una striscia scura. Sulla striscia, far cadere una goccia di acido nitrico al 60 % e attendere. Se il gioiello è in oro, la striscia rimarrà, mentre se è un falso, la striscia scomparirà. E’ da fare solo come ultima spiaggia o se si è sicuri che il gioiello in questione non sia costituito da oro vero e il metodo può non essere valido in caso di determinate leghe.

Il metodo più sicuro per determinare e riconoscere l’oro è quello di prendere il gioiello in questione e recarsi da un gioielliere professionista o da un esperto di metalli. Se il gioielliere è una persona di vostra fiducia, può non richiedere un compenso, mentre se si contatta un esperto esterno, il consiglio è informarsi sui costi della perizia.